Bellocchio sceglie di trattare una storia interessante ma anche molto spinosa, quella di Ida Dalser, la prima moglie di Mussolini, che da lui ebbe un figlio, Benito Albino Mussolini e che affronterà un destino crudele ed infelice (il duce li fece internare entrambi in manicomio dove morirono) La prima parte del film non mi ha convinto per niente, la definirei quasi fastidiosa, non riesco veramente a capire dove volesse andare a parare il regista o cosa volesse trasmettere rivogando in continuazione allo spettatore i lunghi amplessi accompagnati da infiniti gemiti dei due amanti. Risulta quasi ridicolo. A questi momenti, inframezza degli spezzoni di filmati originali per dare delle coordinate storiche che possano supplire ai repentini cambi temporali della trama, ma sembra quasi creare più confusione. Dal momento del ricovero nell'ospedale psichiatrico, la pellicola muta registro e improvvisamente ci troviamo davanti quasi un altro film: appassionato, commovente, drammatico e con una sua forza. Da quel punto in poi, la vicenda scorre e coinvolge e la bella interpretazione della Mezzogiorno rende partecipe lo spettatore delle sofferenze di una donna che non volle rinnegare il suo amore e le sue scelte, un atteggiamento che pagò con la sua stessa vita.

Dal romanzo di Chuck Palahniuk.

C'è un passato violento e romantico nella vita di Wolverine: il suo complesso rapporto con Victor Creed e il minaccioso programma Arma X. Nel suo percorso, Wolverine incontra molti mutanti, che già conosce ma anche di nuovi, comprese sorprendenti apparizioni di diverse leggende dell'universo degli X-Men.
La serie degli X-men cinematografici a me è piaciuta (il III però non l'ho visto), sono dei film di puro intrattenimento ma fatti bene e svolgono alla perfezione il loro ruolo di scacciapensieri. Questo Wolverine, invece, è una vera ciofeca. Va bene che uno non s'aspetta un capolavoro o un'opera neo realista ma l'unico pregio di questa pellicola sono i muscoli di Hugh Jackman (quindi se non siete delle donne etero o dei gay, lasciate perdere), quelli sì che sono da premio.. Per il resto, ci sarebbe quasi da vergognarsi, ogni scena è telefonata, immagini banali e stereotipate, nemmeno gli effetti speciali sono granchè e ci sono continui rimandi a cose già viste ma non credo si tratti di citazioni (la scena nella fattoria con gli anziani gentili ricorda tanto Superman..). Evitabile.
Diana Turney è insegnante elementare in un tranquillo paesino del Minnesota. Un giorno, improvvisamente, scopre di essere in possesso di poteri magici che le consentono di trasformare gli uomini in animali. Da quel momento, la donna diventa una vera e propria strega, accogliendo di buon grado questa nuova e malvagia vita. Nel suo passato alberga un oscuro segreto che si annida vicino alla casa paterna, in un luogo in cui le forze del male aspettano di avere vendetta nei suoi confronti. Il romanzo non è male, è originale e permeato da un umorismo macabro che sconfina nell’orrore puro. Non so per quale motivo ma ad un certo punto della storia mi sono un po’ annoiata e forse è per tale ragione che non riesco a dare una valutazione migliore dell’opera ed anche perché il cambiamento della protagonista è praticamente immediato, nemmeno uno scrupolo si fa vivo in Diana mentre compie mano a mano una serie di atrocità, non guarda in faccia veramente nessuno. Forse mi è sembrato poco motivato, senz’altro inquietante. Ad ogni modo, non è stata una lettura vana
Lo comprai la scorsa primavera approfittando dei soliti sconti Mondadori, mi sono decisa a leggerlo adesso, incuriosita ma allo stesso tempo scettica perchè non impazzisco per le storie d'amore. Questa però è diversa e mi ha rapito fin dall'inizio grazie alla sua originalità. Creando un personaggio che, suo malgrado, viaggia nel tempo, la Niffenegger ha trovato un espediente per sfuggire a certi stereotipi e tenere desto l'interesse del lettore. Il legame tra Henry e Clare sembra ineluttabile, qualcosa a cui non possono opporsi e che nasce quando lei è ancora una bambina e lo vede per la prima volta. Lui è adulto, s'imbatte in Clare durante uno dei suoi "spostamenti", quando se lo vede davanti, crede all'incredibile storia che lui le narra e ciò è senz'altro merito della purezza di mente del suo essere ancora bambina. Il romanzo è appassionante, coinvolgente e commuovente, le peripezie di questa coppia che va incontro a mille ostacoli pur di stare insieme ti catturano. Le pagine scorrono che è un piacere e, se da una parte non si vede l'ora di scoprire il finale, dall'altra si vorrebbe che questo incanto non finisse mai.
Dopo gli ultimi due romanzi, ero rimasta fortemente delusa da Hornby e guardavo dubbiosa alla sua ultima opera. Qualche sera fa trovo questo libro a metà prezzo e decido di dargli un'altra chance, non posso farci niente, il mio amore infinto per "Alta fedeltà" m'impedisce di credere che questo autore sia definitivamente morto. Beh, direi che ho fatto bene. Magari è un libro un po' furbo ma funziona, è scritto bene ed ha finalmente un senso. Hornby è un maestro nel calarsi nella mente di un ragazzino di 16 anni, con tutti i suoi ragionamenti, le sue paure e le sue passioni. La storia affronta un tema attuale e non facile ma lo fa con tono lieve, senza eccedere nel sentimentalismo o in una facile risoluzione poco conforme alla realtà. Si ride e si sorride leggendo cosa passa per il cervello a Sam che, per ironia della sorte, si ritrova a ripercorrere la stessa strada dei suoi genitori ma forse con una chance in più. Non è un capolavoro o un testo all'altezza del primo Hornby ma è fresco e piacevole e per adesso mi basta.
Pochi autori contemporanei hanno la capacità di scrivere libri che sembrano fluttuare per la loro lievità ed essere al tempo stesso così profondi. L'aspetto inusuale, completamente onirico o comunque non comprensibile razionalmente, nelle storie di Murakami sembra quotidiano e il lettore non fa la minima fatica a crederlo vero senza che questo striduli con l'oggettività. Tamura Kafka è un ragazzino di 15 anni che un giorno decide di lasciare la casa paterna, perchè sente di non poter più vivere col genitore ed è consapevole di dover portare a termine una terribile profezia pronunciata dallo stesso padre. Nakata è un anziano e curioso signore, le sue facoltà intellettive sono limitate, non sa né leggere né scrivere e fa fatica a capire i discorsi delle persone però riesce a comunicare con i gatti, conosce il loro linguaggio. Il suo stato mentale è dovuto ad un misterioso incidente che lo coinvolse quando era un bambino durante la II Guerra Mondiale, evento che nessuno è mai riuscito a comprendere. Entrambi intraprendono un viaggio che non li porterà mai ad incontrarsi fra di loro ma che sarà parallelo e rappresenterà le due facce di una stessa medaglia. Approderanno allo stesso luogo, il giovane stringerà amicizia con una ragazza conosciuta sul pullman e soprattutto col bibliotecario del luogo in cui sceglie di stabilirsi, Hoshima, che gli offrirà un aiuto fondamentale. Tamura farà un altro incontro decisivo, quello con la misteriosissima proprietaria della biblioteca, restando vittima del suo fascino. Anche Nakata non sarà solo in quello strano percorso che una voce dentro di lui gli dice di fare senza saperne assolutamente la motivazione a livello conscio, sul suo cammino si imbatterà in Hoshino, che si rivelerà personaggio chiave per il risolversi di questa magica e poetica vicenda. Amore, amicizia, nostalgia, rimpianto... tutte le emozioni si intrecciano fra queste pagine e la bellissima scrittura di Murakami ti prende e ti catapulta in un mondo fatto di segnali, simbologie in cui niente è come sembra o forse tutto è molto più semplice di come appare. Dovessi scegliere un solo aggettivo per descrivere "Kafka sulla spiaggia", credo che userei "ipnotico".
"Il tempo grava su di te con il suo peso, come un antico sogno dai tanti significati. Tu continui a spostarti, tentando di venirne fuori. Forse non ce la farai, a fuggire dal tempo, nemmeno arrivando ai confini del mondo. Ma anche se il tuo sforzo è destinato a fallire, devi spingerti fin laggiù. Poichè ci sono cose che non si possono fare senza arrivare ai confini del mondo"
Una lunga intervista a Morgan o a Marco Castoldi, come preferite. Oggi è conosciuto da tutti perchè compare in prima serata su rai2, ma in realtà è un bravissimo e raffinato musicista sulle scene da tanto tempo. Per chi l'ha scoperto adesso, è utilissimo per capire un po' di più le sue opinioni su vari campi (in primis quello artistico), per chi, come me ormai lo "segue" da quel di', rimane una lettura piacevole e interessante ma non fondamentale.
Cassie Wright è un famosissima porno star che un giorno decide di stabilire un record, ovvero di "intrattenersi" con ben 600 uomini. Questo primato, che probabilmente la porterà alla morte, le permetterà di rendere ricco per l'eternità il suo unico figlio dato in adozione molti anni prima. Il libro racconta l'attesa prima di girare la fatidica scena da parte dei vari candidati, soffermandosi solo su alcuni di loro fra i quali sembrano esserci proprio la di lei progenie e anche l'uomo che l'ha concepito. Trattandosi di Palahniuk, ovviamente le cose non stanno come sembrano ma, ahimè, la storia qui ha i tratti di un banale pretesto per dare modo allo scrittore di sbizzarrirsi con situazioni divertenti e al limite dell'assurdo, parlando senza censura dell'industria, altamente fruttuosa, del porno. Spassosissimi sono i titoli dei film (bravo il traduttore perchè il lavoro è stato fatto sui titoli italiani che troppo spesso non hanno niente a che vedere con quelli originali) ed alcuni episodi, ma nel complesso è un romanzetto che lascia il tempo che trova. Mancano guizzi di genio ma soprattutto una trama che giustifichi il tutto. E' vero, lo leggi bene e ti fa sorridere ma, oltre questo, non c'è molto altro. Piccola nota tecnica: I correttori di bozze della Mondadori Strade Blu potrebbero anche stare più attenti perchè certi refusi, in realtà tutti, non sono davvero tollerabili. A p. 101 si legge con orrrore quanto segue:"tu lo sai che fu lui HA spedire anonimamente una copia di quel primo film ai suoi genitori?"
Complimentoni
Blackberg, sobborgo di Stoccolma. Paesaggio bellissimo e lunare, inquietante con la neve a fare da sfondo ad una tenera amicizia fra due ragazzini diversi dagli altri. Nel frattempo, dei misteriosi ed efferati omicidi terrorizzano il luogo. Oskar è preso di mira dai bulli della scuola che si divertono ad umliarlo, è sempre solo. Una sera conosce la sua nuova vicina di casa, Eli, è pallida ed esce solo quando cala il buio... Le loro solitudini e il loro essere altro, li avvicinano e si crea un legame fortissimo. Lasciami entrare è forse un po' più caotico del libro e molti elementi mancano ma rimane una buona trasposizione che dà vita ad un bel film, non è la solita storia di vampiri, non scade nell'ovvio e non è spettacolare. Il tono intimista si rispecchia nella fotografia e nella descrizione del rapporto fra i due giovani protagonisti.
Ecco quali sono state le mie letture in questo anno appena trascorso. I libri che più ho amato, sono quelli in grassetto:
E' il momento della verità negli studi dello show televisivo in India 'Chi vuol esser milionario?'. Davanti ad un pubblico sbalordito, e sotto le abbaglianti luci dello studio, il giovane Jamal Malik, che viene dagli slum di Mumbai (Bombay), affronta l’ultima domanda, quella che potrebbe fargli vincere la somma di 20 milioni di rupie.
Bellissima sorpresa il nuovo film di Danny Boyle: originale, girato con estrema maestria, ben sceneggiato e per niente banale. Due ore di cinema di qualità e allo stesso tempo d’intrattenimento, una storia appassionante che è anche un affresco dell’India. Imperdibile.