
Da dove comincio? Dai brividi sentiti per tutto il concerto? Dall’energia infinita dell’esibizione, dalla voglia di ascoltare, saltare e cantare che accumunava un Estragon sold-out? Sinceramente ho paura di avere poche parole per esprimere le sensazioni di ieri sera, a partire dalla contentezza esagerata di rivederli dal vivo dopo quasi un anno e di godermi le nuove canzoni (cd ascoltato più volte durante il tragitto Firenze – Bologna e ritorno e già mi entusiasma,) Manuel è stato un vero animale, quando ha attaccato la verità che ricordavo sembrava volesse mangiarsi il palco, il microfono e era un continuo lanciare plettri sul pubblico. Ho avuto la fortuna di essere veramente vicino e, forse per la prima volta, li ho visti per bene, come si deve. Dopo 5 minuti ero sorda perché le casse poco distanti ti uccidevano i timpani ma in quei momenti non te ne’ potrebbe fregare di meno, c’è stato qualche piccolo inconveniente tecnico, qualche fischio, forse un audio non perfetto ma la situazione era magica. Ho strillato i brani con tutto il fiato che avevo, sono rimasta indenne nonostante il pogo che tutto sommato non è stato bestiale ma vivibile, giusto su male di miele si è esteso a tutto il locale ma in quel caso è obbligatorio. Sono rientrata a casa alle 4, stanca, afona, col sudore ghiacciato ma viva perché ieri mi sono sfogata e tra 10 giorni si spera di riprovare almeno la metà del delirio di questa notte.
**scaletta in ordine sparso**
-naufragio sull'isola del tesoro e' solo febbre -la verita' che ricordavo -punto g -la vedova bianca -ballata per la mia piccola iena -la sottile linea bianca -neppure carne da cannone per dio -i milanesi ammazzano il sabato -e' la fine la piu' importante -tutti gli uomini del presidente -pochi istanti nella lavatrice -musa di nessuno -oppio -tema: la mia citta' -bye bye bombay -bungee jumping -tarantella all'inazione -orchi e streghe sono soli -cover buffalo springfield -voglio una pelle splendida (eseguita da un palco situato verso il centro del locale) versione acustica -male di miele -quello che non c'è
Anch'io ho fatto la coda in piazza S. Croce Venerdì per firmare per il referendum sull'informazione (Abolizione dei finanziamenti pubblici all'editoria, Abolizione dell'ordine dei giornalisti, Abolizione della legge Gasparri), ovvero il V2day, almeno ho festeggiato il 25 Aprile in un modo, a parer mio, costruttivo. C'era tanta gente e nessuno si è tirato indietro davanti alla prospettiva di aspettare un po' sotto il sole, l'affluenza è stata continua e i banchetti non bastavano. Sono contenta di esserci andata.
Un viaggiatore, una piccola stazione, una valigia da consegnare a una misteriosa persona... Da questa premessa si possono snodare innumerevoli vicende, ma sono dieci quelle che l'autore propone in questo sorprendente e godibilissimo romanzo.
"E' un romanzo sul piacere di leggere romanzi: protagonista è il lettore, che per dieci volte cominica a leggere un libro che per vicissitudini estranee alla sua volontà non riesce a finire. Ho dovuto dunque scrivere l'inizio di dieci romanzi d'autori immaginari, tutti in qualche modo diversi da me e diversi tra loro."
(Italo Calvino)
INCIPIT: Stai per cominciare a leggere il nuovo romanzo Se una notte d'inverno un viaggiatore di Italo Calvino. Rilassati. Raccogliti. Allontana da te ogni altro pensiero. Lascia che il mondo che ti circonda sfumi nell'indistinto. La porta è meglio chiuderla; di là c'è sempre la televisione accesa. Dillo subito, agli altri: «No, non voglio vedere la televisione!» Alza la voce, se no non ti sentono: «Sto leggendo! Non voglio essere disturbato!» Forse non ti hanno sentito, con tutto quel chiasso; dillo piú forte, grida: «Sto cominciando a leggere il nuovo romanzo di Italo Calvino!» O se non vuoi non dirlo; speriamo che ti lascino in pace. Prendi la posizione piú comoda: seduto, sdraiato, raggomitolato, coricato. Coricato sulla schiena, su un fianco, sulla pancia. In poltrona, sul divano, sulla sedia a dondolo, sulla sedia a sdraio, sul pouf. Sull'amaca, se hai un'amaca. Sul letto, naturalmente, o dentro il letto. Puoi anche metterti a testa in giú, in posizione yoga. Col libro capovolto, si capisce. Certo, la posizione ideale per leggere non si riesce a trovarla. Una volta si leggeva in piedi, di fronte a un leggio. Si era abituati a stare fermi in piedi. Ci si riposava cosí quando si era stanchi d'andare a cavallo. A cavallo nessuno ha mai pensato di leggere; eppure ora l'idea di leggere stando in arcioni, il libro posato sulla criniera del cavallo, magari appeso alle orecchie del cavallo con un finimento speciale, ti sembra attraente. Coi piedi nelle staffe si dovrebbe stare molto comodi per leggere; tenere i piedi sollevati è la prima condizione per godere della lettura.
Un romanzo imperdibile per qualsiasi lettore, per tutti coloro che amano i libri, che sanno cosa sia il piacere impagabile dell'accostarsi a una storia e vederla dipanarsi sotto ai proprio occhi. Partecipare agli eventi, immaginarli, viverli, pensare di esserne i protagonisti, assaporare il momento dell'acquisto, la scelte del titolo, odorare le pagine. Qui Calvino ci presenta tanti inizi di diversi racconti che si intersecano con la vicenda principale, formando così un metaromanzo. Sono solo incipit, la sola storia che si conclude è quella dei 2 lettori protagonisti di una buffa situazione. Questa struttura a incastro è un bellissimo esercizio di scrittura, un inno a questa arte e a chi la fa propria sia come autore che come fruitore